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TRUCCARSI DOPO GLI OTTANTA
di Paolo Panczyk
Immensa la tenerezza, intensa la curiosità nei confronti di chi ha 80 anni.
Tenerezza per un percorso di vita che, nella sua parabola discendente, ritorna alle primordiali necessità dell’infanzia. Curiosità per la “storia “, lungamente sedimentata nella persona; storia di crescita, di volontà, di scelte, di sogni. Prima di cominciare un’operazione di trucco, guardo, ascolto, cerco di capire attraverso i gesti e gli occhi. Il make up dell’immagine, il look che creerò deve rispettare la persona, esaltarla nella sua essenza più profonda, senza schiacciarla né stravolgerla. Una volta, mi chiese una lezione di trucco una signora di 94 anni. Ogni due anni si faceva consigliare da un esperto di trucco che più si addiceva al progressivo trasformarsi del suo viso. La porto sempre nel cuore, un esempio di come mi piacerebbe invecchiare.
Comincio a lavorare. Anche se portati benissimo, 80 anni di vita lasciano dei segni sul viso: macchie di senescenza, rilassamento cutaneo, colorito tendente al giallo, in alcune zone in modo abbastanza evidente. Rughe e rughette sparse qua e là… Cosa può fare un truccatore?
Innanzitutto partire dalla base: una buona crema idratante e nutriente per preparare “il terreno” a ricevere il make up. Applico un camouflage (prodotto in crema con la più alta percentuale di pigmento) dello stesso colore della pelle, ma solo su eventuali macchie di senescenza. Questo tipo di macchie non è altro che un concentrato di melanina che nessun prodotto in crema tra quelli tradizionali – nei pur svariati livelli di pigmentazione – riuscirebbe a coprire. Per rendere il risultato coprente e non stratificante utilizzo un mixer make up, prodotto a base di cera naturale, che serve a diluire il potere coprente di ogni prodotto in crema.
Stendo il fondo in crema –anche con questo usiamo il mixer – per evitare stratificazioni che potrebbero mettere in risalto i segni d’espressione (rughe), se fosse troppo coprente.
Particolare importante il colore, caldo e non troppo chiaro. Una velatura di abbronzatura è sempre consigliabile sul viso di una persona anziana perché dona un aspetto più salutare.
Ricordiamoci che le polveri, anche quelle libere, stratificano e rendono ancora più visibili i segni d’espressione. Per cui preferire sempre prodotti in crema anche nel caso del fard o degli ombretti.
Quando interveniamo sulle palpebre, come sullo zigomo, non dobbiamo “coprire”, ma creare trasparenza. Se usassimo prodotti coprenti, quindi molto pigmentati, otterremmo sicuramente una stratificazione e una persona anziana assumerebbe un aspetto teatrale. Quindi, ancora con il mixer, allunghiamo tutti i prodotti in crema, affinché la consistenza del make up diventi leggera, per ottenere sulle palpebre un effetto chiaro scuro.
Le sopracciglia, di fondamentale importanza , vanno riempite con un buon eye liner in cake. Anche qui attenzione al colore che deve essere tendente al blu/grigio, anziché al nero; una tonalità melanzana/violacea è da preferire ad un marrone rossiccio. Comunque, sempre di rigore colori freddi. Il mascara nero va applicato solo sulle ciglia superiori, ma prima utilizziamo il piegaciglia (o meglio, la permanente alle ciglia per arcuarle in modo deciso e duraturo). In questo caso ho usato anche un corpo di ciglia finte intere che, anche se molto naturali, aiutano a dare profondità allo sguardo, senza aver bisogno di un eye liner evidente.
Infine il rossetto, elemento importantissimo, Tassativamente rosso e lucido. La signora Esteé Lauder diceva sempre: “Una donna può andare ad aprire la porta anche nuda… ma mai senza il rossetto!”. Per qualunque donna, in particolare per una signora, illuminare le labbra e definirle vuol dire dare luce e colore al volto. In caso di movimenti labiali a raggiera intorno alle labbra, che danno origine ai tanto odiati “raggi di rossetto” , c’è un’unica soluzione veramente valida usare un rossetto a base alcolica. Si chiama LIP INK e proprio grazie alla sua base resiste perfettamente per tutta la giornata. Ma attenzione, si deve sapere applicare, altrimenti l’effetto è quello di seccare le labbra. Andate in un centro specializzato sul make up professionale, ben fornito, e chiedete di provarlo…rimarrete stupefatte! Ma c’è un altro segreto che vi ho nascosto nella realizzazione di questo trucco, un segreto importante che riguarda l’uso dei “tiranti” ! Ho applicato ben due titanti al volto della signora: il primo ai lati delle tempie, per alleggerire sia il rilassamento della palpebra superiore che le così dette zampe di gallina ai lati dell’occhio. L’altro dietro la nuca, per alleggerire il rilassamento del collo.
Siamo truccatori, siamo bravi, ma i miracoli non ci appartengono! Un viso va poi accostato agli abiti indossati. Sono convinto che il nero, il blu scuro e il grigio non si addicano ad una signora. Suggerisco colori caldi o freddi accesi, con tanto bianco insieme. Nelle ultime due foto, abbiamo giocato con il Photoshop, il ritocco fotografico per le signore più esigenti.
Credo che questa nuova specializzazione sia fondamentale per il futuro del truccatore e proprio per questo la nostra scuola di make up, nel corso riconosciuto dalla regione Lazio, ha inserito questa materia.
L’elemento fondamentale per ottenere il risultato che vedete è stato inserito proprio dalla signora Maria, dalla sua voglia di esserci, di vivere, dalla sua energia, dal suo sorriso, perché il volto è davvero lo specchio dell’anima. E di questo, io, non ho alcun merito.
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